Il 1° gennaio 2004 è entrato in vigore il decreto legge che regola la Privacy e che riguarda, oltre il mondo medico, anche l’istruzione, la giustizia, il giornalismo. Gli specialisti sono coinvolti in prima persona perché:
1. devono raccogliere il consenso al trattamento dei dati o dal paziente stesso o dal medico che richiede la loro consulenza
2. devono passare il consenso ad altro collega, qualora richiedano esami di consulenza presso altre strutture
3. non possono chiamare per nome i pazienti per farli accedere all’ambulatorio
4. non possono segnare il nome del paziente su ricette di farmaci in fascia C
5. devono custodire cartelle cliniche cartacee in schedari dotati di chiusura a chiave
6. dovranno (dal 2005) uniformarsi alla compilazione delle ricette del SSN “oscurando” i dati del paziente per renderlo anonimo anche al farmacista
Il 16 di gennaio, alle ore 17 il SUMAI, insieme agli altri sindacati della medicina territoriale, ha incontrato l’Assessore alla Sanità Ing. Levaggi, alla presenza del Direttore del Dipartimento Sanità della regione Dott. Crupi ed del Dott. Basso, responsabile regionale del Comitato Permanente Regionale, con la partecipazione di Federfarma e della FROM, per esprimere le perplessità e le difficoltà nell’interpretazione ed attuazione delle suddette normative e sul controllo delle prescrizioni sanitarie previste dal ex art. 50 dell’allegato alla finanziaria 2004.
Assessorato e rappresentanze sindacali hanno deciso di:
1. formare un gruppo di lavoro ristretto con il compito di elaborare entro il mese di febbraio un documento che possa essere usato come base per il tavolo permanente regionale della medicina generale, al quale saranno invitati anche rappresentanti delle altre componenti territoriali
2. elaborare, per la raccolta del consenso sulla privacy, un modello unico e adottate regole semplici per la sua raccolta, valide per tutta la regione.
3. attendere, comunque, prima di adottare iniziative, gli esiti di due riunioni che si terranno entro fine mese, l’una con la conferenza Stato-Regioni, l’altra con il Ministro della Salute, alle quali l’Assessore Levaggi riporterà il malessere delle categorie mediche liguri nei riguardi delle nuove norme.
L’applicazione delle nuove leggi comunque verrà attuata progressivamente in tempi da stabilire.
Per ora, si ribadisce chiaro ai colleghi di non prendere iniziative personali, ma di continuare a comportarsi come sempre.